disturbi dell’anca

Dolore all’anca nella Pallavolo

I disturbi dell’anca si possono riscontrare tra gli infortuni del pallavolista e solitamente, quando accade, sono difficili da risolvere e si possono verificare anche diverse patologie in base alla zona specifica dell’anca e al tipo di dolore. L’anca corrisponde all’articolazione tra l’arto inferiore e lo scheletro assile e gode solitamente di una grande stabilità proprio per la sua stessa conformazione. A livello dell’anca ci sono diverse strutture che possono infiammarsi singolarmente come:

  • muscoli
  • legamenti
  • borse

Se muscoli e legamenti sono per lo più noti alle conoscenze anatomiche medie, le borse possono essere più sconosciute. Si tratta di una sorta di “cuscinetti” che ammortizzano gli urti e facilitano lo scivolamento dei tendini per evitarne il contatto con l’osso.

La borsite dell’anca

Se il dolore si avverte nella zona esterna dell’anca, all’altezza del gran trocantere oppure di lato alla coscia, si può trattare proprio di una borsite trocanterica. Con questo termine ci si riferisce all’infiammazione che colpisce l’area del trocantere e, in particolare, alla borsa più superficiale, maggiormente soggetta a questo tipo di problemi rispetto alle altre due presenti più in profondità.

Le cause di borsite vengono innescate spesso da traumi di tipo meccanico come una contusione in seguito a caduta oppure a un contatto brusco. Nella pallavolo ciò si può verificare ad esempio nel caso di uno scontro di gioco in campo oppure di una caduta durante la difesa. Si tratta quindi dell’effetto di una pressione frequente e mantenuta.

La borsite può interessare una o più borse sinoviali dell’epifisi prossimale del femore. Il dolore spesso investe direttamente la zona interessata, così come il gonfiore e il rossore. Oltre all’indicazione dei sintomi, al momento della diagnosi uno degli elementi più caratteristici di una borsite dell’anca è, al tatto, la percezione della morbidezza della borsa.

La borsite dell’anca si può trattare con un fisioterapista e, a volte, anche con farmaci prescritti. I tempi di guarigione variano da poche settimane a molti mesi, in base alla progressione dell’infiammazione e alla sua cronicità.

Infiammazione ai tendini dell’anca

Spesso può accadere che la localizzazione del dolore da borsite dell’anca sia la stessa nel caso di un’infiammazione ai tendini. Questo può portare a fare una diagnosi errata della condizione, ma grazie al ricorso di esami strumentali si tratta di un rischio facilmente aggirabile. Dunque, in alcuni casi, il dolore all’anca non deriva da una borsa infiammata.

Può capitare che il dolore provenga dai tendini dell’anca, che si inseriscono al gran trocantere e possono presentare situazioni problematiche. Si pensa a:

  • lesioni
  • degenerazione del tessuto
  • assottigliamento

Le cause del dolore e dell’infiammazione ai tendini dell’anca possono riscontrarsi nei sovraccarichi a livello dei tendini. Si tratta di una condizione molto più frequente della borsite e porta ad una forma di limitazione funzionale, oltre che al dolore intenso.

L’anca a scatto

Esistono tre tipi di anca a scatto che si differenziano per la sensazione provata dal paziente al momento della mobilizzazione dell’anca e per la loro posizione:

  • laterale
  • anteriore
  • intra-articolare

Una particolarità dell’anca a scatto è che non si manifesta con un dolore vero e proprio, ma nella maggioranza dei casi viene scoperta proprio per il rumore di scatto che il paziente avverte nel compiere determinati movimenti. Anche se non reca un grande disturbo in sé, l’anca a scatto porta all’infiammazione della borsa di scorrimento, ed è per questo che è bene rivolgersi ad un medico per intervenire in tempo. La borsite è infatti particolarmente dolorosa.

Spesso le persone che sperimentano l’anca a scatto sono comprese tra i 15 e i 40 anni. Questa targettizzazione si motiva perché si tratta di una patologia legata soprattutto all’attività sportiva, spesso anche a livello agonistico, come atletica leggera o pallavolo.

L’anca a scatto laterale e l’anca a scatto anteriore si possono diagnosticare semplicemente a mani nude con:

  • un esame clinico (lo specialista mette una mano sulla regione interessata e il paziente mobilizza l’anca per avvertire lo scatto)
  • l’anamnesi del paziente

Nel caso dell’anca a scatto intra-articolare non è possibile effettuare la diagnosi con la palpazione perché si tratta di una zona interna all’articolazione coxo-femorale. Si deve ricorrere quindi a due esami per la diagnosi:

  • la radiografia
  • risonanza

Esercizi

  1. Affondo laterale. In posizione stante con i piedi ben distanziati, ci si inclina col corpo a sinistra piegando il ginocchio sinistro. Si procede con un allungamento da mantenere in posa per alcuni secondi. Si ripete poi anche per l’altra gamba.
  2. Farfalla. Seduti sul pavimento con le gambe piegate verso l’interno fino a far toccare le piante dei piedi. Si tiene la schiena diritta mentre si è seduti e, con i palmi delle mani, si spingono le ginocchia al suolo. Si deve mantenere la posizione per alcuni secondi prima di lasciar andare le ginocchia delicatamente.
  3. Variazione Farfalla. Si può fare una piccola modifica all’esercizio precedente allungando il gluteo. Partendo dalla stessa posizione, invece di toccare le piante dei piedi insieme, si infila un piede sotto la coscia opposta e ci si sporge in avanti. Si mantiene la posizione per 30 secondi.
  4. Seduti su sedia. Seduti con la schiena diritta ed entrambi i piedi a terra, si solleva la gamba destra per appoggiare la caviglia sul ginocchio sinistro. Con il palmo della mano destra si spinge il ginocchio destro verso il pavimento, tenendolo premuto per alcuni secondi. Si ripete sull’altro lato.

Articoli recenti

Categorie

  • riabilitazione pre-operatoria
    Leggi
  • riabilitazione post-chirurgica
    Leggi
  • patologie del ginocchio
    Leggi
  • pubalgia
    Leggi