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Cuffia rotatori: tutti gli esercizi per la riabilitazione e per rafforzare i muscoli

Come curare le patologie che affliggono la cuffia dei rotatori? Come prevenirle? In primis grazie alla fisioterapia. Con esercizi mirati si può infatti in primis rinforzare muscoli e tendini, ma soprattutto si può anche riabilitare la spalla e gli arti superiori in seguito a infiammazioni e lesioni che – nei casi più gravi – devono essere curate attraverso un intervento chirurgico.

Le braccia sono strumenti fondamentali per svolgere azioni legate alla vita quotidiana. Tutte le attività che si svolgono sia nel privato che nel mondo lavorativo prevedono, se ci facciamo davvero caso, l’utilizzo degli arti superiori. Sembra facile darne per scontato l’importanza, ma quando si presentano sintomi dolorosi o difficoltà nei movimenti, si capisce subito quanto la mobilità della spalla e delle braccia sia fondamentale.

Una patologia che renda più faticoso e doloroso utilizzare le braccia può infatti avere una notevole influenza sulla vita di tutti i giorni. Diventa difficile alzare le braccia per un semplice saluto, ma anche per vestirsi e pettinarsi oppure per sollevare pesi, spostare oggetti e compiere moltissime altre operazioni. Ecco perché quando si infiamma la cuffia dei rotatori o si presentano lesioni ci si sente persi. Tale struttura anatomica ha il compito infatti di tener insieme l’articolazione tra scapola ed omero e permettere la maggior parte dei movimenti.

Rottura cuffia dei rotatori o semplice infiammazione: sintomi e cause

Quali patologie possono affliggere la cuffia dei rotatori?

In campo medico si parla soprattutto di infiammazioni, lesioni e rotture. Si può quindi spaziare da una semplice infiammazione fino ad una vera e propria rottura parziale o totale di uno o più dei tendini interessati. Per quali motivi? Le cause possono essere molteplici. Diversi fattori contribuiscono, infatti, all’insorgere di lesioni della cuffia dei rotatori. Esse possono essere o degenerative o croniche e riguardare: la presenza di stress ripetuti e veri e propri traumi dovuti a incidenti.

Ad accusare i maggiori problemi alla cuffia dei rotatori sono gli sportivi, soprattutto coloro i quali hanno a che fare con il lancio di una palla o di un oggetto come chi pratica baseball, basket e tennis, ma anche canottaggio e culturismo. Oltre a loro vi sono anche coloro i quali svolgono determinati tipi di lavoro che comportano le continue sollevazioni della spalla verso l’alto.

I sintomi presentati dal paziente in questi i casi riguardano:

  • debolezza muscolare
  • limitazioni nei movimenti
  • dolore. In caso di infiammazione lieve il paziente ha la sensazione di sentire qualcosa che punge sulla spalla. Negli altri casi il dolore può essere localizzato più o meno in alcuni punti specifici e comprendere anche il braccio per irradiazione. Esso può sopraggiungere dopo uno sforzo intenso o, al contrario, a seguito di un lungo periodo di riposo.

Gli esperti consigliano di non sottovalutare un’eventuale lesione della cuffia dei rotatori in modo da non andare a causare il danneggiamento delle altre strutture circostanti.

Diagnosi: come scovare i problemi alla cuffia dei rotatori

Se si avverte dolore alla spalla, se si immagina di avere problemi alla cuffia dei rotatori, è bene rivolgersi al proprio specialista di fiducia con tempestività. Solo quest’ultimo può compiere una accurata diagnosi e scoprire, grazie a test fisici o in base ai risultati di test di diagnostica per immagini come la risonanza magnetica o la radiografia le patologie di natura muscolo-scheletrica che affliggono il paziente.

Perché rivolgersi ad uno specialista per la diagnosi?

Ebbene traumi più forti come: colpi, cadute o fratture possono incidere anche dopo molti anni sulla salute generale del complesso articolare, così come cause genetiche o legate all’età che avanza. In questi casi non ci sono sintomi evidenti, non ci sono eventi traumatici nelle immediate vicinanze a cui far risalire l’origine del problema.

Occorre pertanto andare ad analizzare le cose per comprendere le varie problematiche e scoprire la presenza di infiammazioni alla cuffia dei rotatori o la presenza di vere e proprie lesioni. Solo così, oltretutto, si può decidere il trattamento migliore per aiutare il paziente ad alleviare il dolore, a guarire e pertanto anche a riprendere la totale funzionalità dell’articolazione.

Prevenire e rinforzare la cuffia dei rotatori: ecco come

Come prevenire l’insorgere di tali problemi alla cuffia dei rotatori?

Come scongiurare una rottura della cuffia del rotatori? La risposta è – soprattutto per chi pratica sport o lavori manuali che richiedono determinati sforzi quotidiani – nella fisioterapia. Svolgendo esercizi ad hoc per riscaldare e rinforzare muscoli e tendini si può abbassare il rischio di infiammazioni, lesioni e rotture.

Muscoli e tendini, infatti, sono più vulnerabili in assenza di un adeguato riscaldamento. Ecco perché tutti gli sportivi dovrebbero iniziare ogni allenamento con una decina minuti di riscaldamento globale e specifico. Tale regola dovrebbe essere seguita anche da chi pratica lavori usuranti e deve spostare e sollevare pesi quotidianamente.

Gli esperti sottolineano che tanto più un muscolo è accorciato e ipertrofico, tanto maggiore sarà il rischio di lesione. Ecco perché risulta importante iniziare e terminare ogni attività sportiva o lavorativa con qualche esercizio di stretching.

Cuffia dei rotatori: riabilitazione

Dopo una lesione o una rottura alla cuffia dei rotatori, dopo che – nei casi più gravi – ci si è sottoposti ad un intervento chirurgico per riparare il danno, occorre una fase di riabilitazione della spalla e del braccio per poter riprendere interamente la sua funzionalità. Per tornare a svolgere tutte le azioni della propria vita quotidiana occorre cioè riprendere in maniera graduale, attraverso esercizi mirati alla riabilitazione della cuffia dei rotatori, a compiere le varie attività.

Ciò può avvenire solo se si è seguiti da un professionista che, viste le condizioni fisiche e studiata la cartella clinica, stila un piano riabilitativo funzionale al proprio stato di salute e agli obiettivi che ci si è prefissati. Soprattutto dopo un intervento chirurgico occorre rispettare i tempi e seguire alla lettera il proprio fisioterapista che dopo un periodo di immobilità inizierà esercizi di mobilità passiva e solo dopo 4 o 6 settimane permetterà al paziente di svolgere esercizi in totale autonomia.