Poliambulatorio Parma FisioOneCare
Onde d’urto focali vs. radiali: le differenze
La terapia con onde d’urto (ESWT, Extracorporeal Shock Wave Therapy) rappresenta uno degli approcci più efficaci e non invasivi nel campo della fisioterapia e della riabilitazione. Questa tecnologia, infatti, sfrutta onde acustiche ad alta energia per indurre una risposta biologica e rigenerativa nei tessuti, accelerando la guarigione e riducendo il dolore in diverse condizioni muscolo-scheletriche. Tuttavia, non tutte le onde d’urto sono uguali, anzi, esistono due macro-categorie distinte: le onde d’urto focali e le onde d’urto radiali. Comprendere le loro differenze, la loro origine fisica e la loro specifica applicazione è fondamentale per garantire l’efficacia del trattamento e indirizzare correttamente il paziente verso la terapia più appropriata. E presso FisioOneCare di Parma, la selezione tra i due tipi di onde d’urto è sempre basata su un’attenta diagnosi e sull’obiettivo terapeutico da raggiungere.
Onde d’urto focali: cosa sono e a cosa servono
Le onde d’urto focali (F-ESWT) sono generate da diversi meccanismi, tra cui i sistemi elettroidraulici, elettromagnetici o piezoelettrici. Il loro nome deriva dalla caratteristica fisica più importante: la capacità di focalizzare l’energia su un punto preciso e profondo all’interno del corpo.
A livello fisico, le onde focali sono vere e proprie onde d’urto, ovvero impulsi acustici caratterizzati da un picco di pressione estremamente rapido e molto alto, seguito da una fase di pressione negativa. Questa energia viene convogliata attraverso un sistema ottico o acustico in un punto focale preciso, creando una zona di massimo stress e intensità che può raggiungere profondità elevate, fino a 12-14 centimetri o più, senza danneggiare i tessuti superficiali. L’energia liberata nel fuoco è molto alta e concentrata.
Le onde focali sono la scelta d’elezione per trattare le patologie che richiedono un’azione profonda e mirata, o laddove si necessiti di un effetto disgregante o di una stimolazione rigenerativa intensa. Vengono utilizzate primariamente per:
- patologie ossee e tendinee profonde, come pseudoartrosi (mancata guarigione di fratture), ritardi di consolidazione ossea e necrosi avascolare;
- calcificazioni dure, come spalla congelata con grandi calcificazioni, sperone calcaneare voluminoso e altre tendinopatie calcifiche in fase avanzata;
- trigger points e dolore cronico profondo, soprattutto per disattivare punti trigger particolarmente resistenti o per trattare il dolore in tessuti profondi.
L’effetto biologico delle onde focali è principalmente rigenerativo e disgregante. La micro-cavitazione e la forza meccanica nel punto focale stimolano la neo-angiogenesi (formazione di nuovi vasi sanguigni), aumentano il rilascio di fattori di crescita e stimolano l’attività osteoblastica (formazione di nuovo tessuto osseo). Per patologie che coinvolgono strutture ossee o tendini spessi come il tendine d’Achille nel suo corpo profondo, le onde focali offrono una penetrazione e un’efficacia impareggiabili.
Onde d’urto radiali: cosa sono e a cosa servono
Le onde d’urto radiali (R-ESWT), tecnicamente definite onde pressorie balistiche, hanno un meccanismo di generazione e diffusione dell’energia totalmente diverso rispetto alle focali. Sono generate da un meccanismo pneumatico: un proiettile viene accelerato all’interno di un manipolo e colpisce un trasmettitore metallico posizionato sulla cute. L’energia cinetica si trasforma in un’onda di pressione che si irradia radialmente e si diffonde a partire dalla superficie del tessuto. L’intensità massima non si trova in profondità, ma è maggiore in superficie e decresce rapidamente man mano che penetra. La profondità di trattamento efficace è limitata, raggiungendo tipicamente 3-4 centimetri e l’energia è meno concentrata rispetto alle focali.
Le onde radiali sono ideali per trattare le patologie muscolo-scheletriche che coinvolgono tessuti superficiali, ampi e diffusi, e per la gestione del dolore muscolare e miofasciale. Le principali applicazioni sono:
- tendinopatie superficiali, come tendinopatia rotulea, epicondilite laterale (gomito del tennista) ed epitrocleite (gomito del golfista), tendinopatia trocanterica;
- problemi muscolari e miofasciali, per il trattamento di contratture, tensioni muscolari croniche e sindromi dolorose miofasciali, dove l’azione massaggiante e la stimolazione del dolore (nocicezione) sono terapeutiche;
- fascite plantare non calcifica, per migliorare il metabolismo locale.
Come per le onde d’urto focali, l’effetto biologico principale è quello rigenerativo e disgregante grazie alla loro azione meccanica e di micro-cavitazione.
La stimolazione dei nocicettori (recettori del dolore) contribuisce a bloccare il segnale doloroso e l’aumento del flusso sanguigno migliora l’apporto di ossigeno e nutrienti, promuovendo la riparazione dei tessuti molli superficiali. A livello superficiale avremo quindi una stimolazione microcircolatoria e un’azione analgesica.
I professionisti di FisioOneCare di Parma utilizzano le onde radiali per un trattamento mirato su aree ampie e per gestire il dolore acuto e cronico dei tessuti molli.
Principali differenze e applicazioni
La distinzione tra onde d’urto focali e radiali è molto importante e non può essere ridotta a una semplice differenza di intensità, perché si basa sul profilo di energia e sulla profondità di penetrazione. La scelta del trattamento in un centro specializzato come FisioOneCare di Parma dipende sempre dalla patologia specifica, dalla sua localizzazione anatomica e dall’obiettivo clinico (disgregazione, rigenerazione o analgesia).
Ecco una tabella esplicativa e riassuntiva per comprendere meglio:
| Caratteristica | Onde d’Urto Focali (F-ESWT) | Onde d’Urto Radiali (R-ESWT) |
| Profilo Energetico | Energia concentrata su un punto focale. | Energia massima in superficie, si irradia e decade rapidamente. |
| Profondità Efficace | Elevata (fino a 12-14 cm). | Limitata (fino a 3-4 cm). |
| Meccanismo d’Azione | Cavitazione, effetto meccanico/disgregante. Effetto microcircolatorio/analgesico. |
Cavitazione, effetto meccanico/disgregante. Effetto microcircolatorio/analgesico. |
| Applicazioni Tipiche | Pseudoartrosi, calcificazioni ossee, tendinopatie profonde. | Tendinopatie superficiali, sindromi miofasciali, contratture. |
Le onde focali sono spesso considerate più mediche o ortopediche, in quanto la loro elevata energia e precisione le rendono ideali per trattare strutture ossee o lesioni circoscritte e difficilmente raggiungibili. Le radiali, al contrario, sono più orientate alla fisioterapia e alla gestione del dolore muscolo-scheletrico in senso ampio, lavorando sulla decontrazione muscolare e sull’azione antinfiammatoria superficiale. Non sono intercambiabili e la scelta errata può portare a un trattamento inefficace o, nel caso delle radiali su patologie profonde, a non raggiungere affatto l’area lesa.
Il trattamento combinato
L’approccio più moderno e, in molti casi, più efficace nella terapia con onde d’urto non è limitarsi a un solo tipo di tecnologia, ma sfruttare i vantaggi di entrambe: il trattamento combinato. Questa sinergia terapeutica permette di agire su diversi strati di tessuto e con diversi obiettivi biologici contemporaneamente.
Per esempio, nel caso di una grave tendinopatia calcifica (come la tendinopatia della cuffia dei rotatori con calcificazione), il piano di trattamento ideale potrebbe includere una prima fase a base di onde focali, utilizzate per agire in modo mirato e profondo, frammentando la calcificazione. La precisione millimetrica delle focali permette di disgregare la struttura patologica riducendo al minimo l’impatto sui tessuti circostanti. Successivamente, una seconda fase con onde radiali, utilizzate sull’area circostante e sui muscoli tesi per migliorare la circolazione, ridurre la contrattura muscolare secondaria e ottenere un effetto analgesico, preparando il tessuto alla fase riabilitativa e migliorando la sua compliance.
Un protocollo combinato assicura che il paziente riceva un’azione meccanica profonda dove è necessario (il fuoco) e una stimolazione biologica e miofasciale più diffusa dove il dolore e la tensione muscolare prevalgono. FisioOneCare di Parma adotta protocolli di trattamento personalizzati che spesso integrano, quando clinicamente indicato, l’uso sequenziale e complementare di entrambe le tecnologie per massimizzare il successo terapeutico e abbreviare i tempi di recupero. E la possibilità di combinare queste due potenti metodologie posiziona il centro all’avanguardia nella terapia fisica strumentale.
Categoria Articolo: Fisioterapia Parma

