Ernia al disco capire che cos’è? Conoscere i sintomi e cause capire i rimedi

Ernia al disco, cos’è?: sintomi, cause e rimedi

Che cos’è l’ernia al disco? Quali sono i sintomi che comporta? Quali invece i trattamenti possibili sia per prevenire che per curare tale problema? Per rispondere a queste domande è bene prima fare un breve ripasso di biologia o anatomia del corpo umano. Quest’ultimo non è altro che una macchina ben congeniata che funziona alla perfezione grazie corretto andamento delle sue varie parti meccaniche. Tralasciando cervello e cuore, uno dei meccanismi più interessanti è costituito da colei che sorregge l’organismo, ovvero dalla colonna vertebrale. Si tratta di un complesso sistema osseo che svolge funzioni essenziali per il benessere dell’uomo come:

  • sostenere il corpo, garantendogli stabilità ed equilibrio;
  • permettere di: camminare, muoversi piegarsi, flettersi e ruotare;
  • proteggere il sistema nervoso e il midollo spinale;
  • ammortizzare i traumi.

Risulta chiaro come qualsiasi tipo di problema in grado di interessare la colonna vertebrale, come un semplice mal di schiena o l’ernia al disco, possa compromettere l’espletamento delle normali funzioni quotidiane e il benessere psico-fisico della persona.
Ecco perché è bene sapere cos’è l’ernia al disco, comprenderne le cause, ma soprattutto conoscerne le cure e i metodi di prevenzione.

Cos’è l’ernia al disco?

Colpevole di uno dei più comuni mal di schiena, l’ernia al disco è un disturbo che può colpire una o più segmenti vertebrali della colonna. Si tratta di una vera e propria malattia, detta anche discopatia, che, nello specifico, colpisce il disco intervertebrale, ovvero quel cuscinetto presente tra una vertebra e l’altra che ha come funzione principale quella di facilitare i movimenti e ammortizzare gli urti.

Per entrare ancor più nel dettaglio possiamo dire che, soprattutto nella parte lombare, della colonna, tra una vertebra e l’altra, vi è un disco intervertebrale costituito da due parti fondamentali. Quali?

  • Anulus, ovvero la parte esterna, quella più dura e fibrosa che ha forma di un anello.
  • Nucleo polposo formato principalmente da acqua in grado di assorbire e distribuisce le sollecitazioni
    Per varie cause l’anulus può deformarsi e generare un’ernia contenuta o addirittura rompersi, facendo fuoriuscire il nucleo-polposo e dare così vita a quella che in medicina viene definita come ernia espulsa.

L’ernia contenuta – anche detta protrusione – è la forma più tipica di ernia discale lombare.
L’ernia espulsa od estrusa, perché oltrepassa completamente l’anulus fibroso, possiamo trovarla in due diverse varianti. Si parla di ernia espulsa migrata quando il frammento espulso migra a distanza dal disco, spostandosi o verso il basso o verso l’alto ovvero lateralmente e molto raramente cranialmente.

Quanti tipi di ernia al disco si conoscono?

A seconda della localizzazione dell’ernia si distingue:

  1. l’ernia cervicale
  2. l’ernia dorsale
  3. l’ernia lombare

L’ernia cervicale viene suddivisa in: ernia molle o dura. Quella molle è la più frequente ed è causata da traumi cervicali come il colpo di frusta. A soffrirne sono uomini e donne in età compresa fra i 35 e i 50 anni. Il livello più colpito è C6-C7 e C5-C6.

L’ernia dorsale è meno frequente perché la zona è meno esposta a questo tipo di disturbo. Il motivo? Le vertebre, grazie alle costole della gabbia toracica, risultano avere una maggiore stabilità. Nonostante ciò i problemi che possono insorgere interessano soprattutto il tratto compreso tra D8 e D11.

L’ernia lombare si manifesta soprattutto nelle persone di età compresa tra i 30-50 anni. Il dolore è piuttosto intenso e si irradia dalla schiena alle gambe rendendo difficoltosa non solo la deambulazione, ma anche i più piccoli movimenti degli arti inferiori.

Le cause dell’ernia al disco

Cosa può causare l’ernia al disco, cosa può provocare la deformazione dell’anulus o la sua rottura? I fattori sono molteplici.
Fra i principali colpevoli vi sono:

  • usura;
  • sforzi;
  • microtraumi ripetuti nel tempo;
  • difetti posturali.

Oltre ad essi, fra le cause dell’ernia al disco cervicale vi possono essere “colpi” conosciuti come Colpo di Frusta (whiplash) o Colpo della Strega.

Tra le cause e i fattori di rischio dell’ernia del disco lombare, invece, vi sono:

  • l’eccesso di peso;
  • l’alta statura;
  • la mancanza di attività fisica e la sedentarietà;
  • l’eccesso di sforzi;
  • la gravidanza.

Sintomi: come capire se si soffre di ernia al disco

Quali sono i sintomi dell’ernia al disco? Come si fa a capire se si soffre di tale disturbo? Ebbene ogni tipologia di ernia presenta sintomi differenti.
L’ernia cervicale, ad esempio, comporta diversi sintomi quali: l’intorpidimento delle mani, la debolezza a carico del braccio o della mano. Nelle forme più gravi si arriva ad avere: rigidità delle gambe, perdita di equilibrio, disturbi riguardanti il controllo degli sfinteri e la sensazione di avere urgenza ad urinare.

Le ernie cervicali laterali invece provocano un dolore che si estende alla spalla, alla scapola e al braccio e che ne compromette la mobilità.
Fra i sintomi dell’ernia dorsale vi sono: dolore alla colonna dorsale, riduzione della forza agli arti inferiori e conseguente difficoltà nel camminare e muoversi.

Cosa avverte, infine, chi soffre di ernia al disco a livello lombare? Oltre all’intenso dolore alla schiena e alle gambe, che rende difficoltosa non solo la deambulazione, ma anche i più piccoli movimenti, sembra impossibile poter flettere il corpo, ma anche semplicemente tossire o starnutire. Vi è poi una sostanziale perdita di riflessi e forza, poca sensazione al tatto e diffuso formicolio.

Come si diagnostica l’ernia al disco

In presenza dei sintomi sopra citati è bene rivolgersi al proprio medico di fiducia. Spetta a quest’ultimo, attraverso analisi e vari esami diagnostici capire cosa stia succedendo al proprio fisico, stilare una diagnosi e predisporre un corretto piano terapeutico.
Per effettuare la sua diagnosi ciascun dottore può prescrivere al proprio paziente:

  • Esami di diagnostica per immagini.
  • Talvolta esami elettrodiagnostici.

Grazie alla risonanza magnetica o alla Tac si possono identificare le cause dei sintomi avvertiti dal paziente e stabilire la sede esatta dell’ernia discale oltre a come intervenire. Attraverso la mielografia con TC i medici scoprono dettagli importanti sul midollo spinale e sulle ossa circostanti. Analizzando nervi e muscoli, invece, gli specialisti trovano la radice del nervo spinale colpita.

Metodi di prevenzione e cura

Due sono i tipi di trattamento con cui medici e specialisti possono curare l’ernia al disco. Da un lato vi sono le semplici misure per alleviare il dolore mentre dall’altro vi sono i trattamenti chirurgici localizzati.

Alla prima categoria appartengono:

  • uso di analgesici da banco ovvero farmaci a base di paracetamolo o antinfiammatori;
  • terapia cortisonica per via orale o iniettabile;
  • iniezione epidurale di corticosteroidi;
  • ozonoterapia.

Affinché tali cure risultino efficaci gli esperti consigliano di riposare in una posizione comoda su un materasso di media durezza e soprattutto eseguire giornalmente alcuni esercizi di fisioterapia atti a migliorare la postura e rafforzare i muscoli della schiena. Questi ultimi sono ottimi anche per la prevenzione del problema.

Nei casi più gravi di ernia al disco, invece, potrebbe essere necessaria la rimozione chirurgica della parte sporgente del disco e, a volte, di parte della vertebra. Grazie alle moderne tecniche di microchirurgia, l’intervento è poco invasivo e la guarigione risulta più rapida.

Per la riabilitazione post intervento chirurgico si usano gran parte delle tecniche che aiutano a prevenire l’insorgere del problema. Osteopati e fisioterapisti prescrivono programmi di attività fisica o di idrokinesiterapia (che è tra le terapie migliori nella fase post acuta) ben calibrati con esercizi mirati. Un esempio? Nei vari programmi di training sono presenti esercizi appartenenti al metodo Mckenzie per lavorare sulla decompressione dei nervi o al metodo Back school per sbloccare le articolazioni interessate dal dolore con lo stretching.

Esperti del settore consigliano di prestare molta attenzione al riscaldamento prima di eseguire qualsiasi esercizio e poi di spaziare da jogging alla corsa fino ad arrivare all’aerobica o al ciclismo, al nordic walking e al nuoto.

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