Linfodrenaggio Parma - FisioOneCare

Linfodrenaggio, cos’è e i suoi benefici

Che cos’è il linfodrenaggio?

Quando si fa riferimento a questo trattamento fisico, praticato con pressioni manuali, si vuole parlare di un particolare tipo di massaggio che ha come scopo principale quello di favorire il deflusso linfatico. L’obiettivo è pertanto quello di drenare i liquidi in eccesso dalle zone periferiche del corpo.

Ogni manovra, durante il massaggio linfodrenante, utilizzata sapientemente da un esperto in materia, viene eseguita per stimolare il funzionamento del sistema linfatico e garantire un effetto prolungato nel tempo. Il suo utilizzo serve per aiutare ciascun paziente a migliorare le proprie condizioni patologiche dopo: traumi, interventi di chirurgia oncologica, ma anche in caso di problematiche circolatorie.

Che cos’è il sistema linfatico che si riattiva grazie al linfodrenaggio?

Per comprendere appieno l’importanza del linfodrenaggio e i suoi benefici occorre in primis capire cosa sia e come funzioni il sistema linfatico del corpo umano.

La linfa è un fluido composto da:

  • acqua;
  • sali;
  • linfociti;
  • proteine.

Il suo scopo è quello di ripulire il corpo dalle scorie metaboliche percorrendo diverse strade all’interno dell’organismo e sostando in apposite zone denominate gangli linfatici.

Attraverso il massaggio linfodrenante si vuole agire sul ‘viaggio’ compiuto dalla linfa fra i vari tessuti per migliorare e accelerare la circolazione e diminuire i liquidi in eccesso.

La storia del linfodrenaggio: la scoperta della famiglia Vodder

Il linfodrenaggio fu scoperto da Emil Vodder e dalla moglie Estrid. A loro se ne attribuiscono i natali. Tuttavia, ancor prima della famiglia danese, si fa menzione di Alexander Von Winiwarter. Quest’ultimo, verso la fine del XIX secolo, riuscì a mettere a punto una serie di tecniche con lo scopo specifico di far defluire i liquidi. Fu però Vodder a mettere a punto le geniali intuizioni di Von Winiwarter, a studiare le varie possibilità di cura delle varie patologie e, nel 1936, a rendere pubblici i suoi studi iniziando a far pubblicità a questo innovativo massaggio. Vodder presentò alla comunità scientifica e al grande pubblico linfodrenaggio manuale e i suoi benefici.

Ancora oggi in diverse scuole il linfodrenaggio viene eseguito secondo i dettami di Vodder. Il suo metodo ha preso sempre più piede rimanendo costantemente attuale anche perché oltre a essere uno dei più praticati è anche quello che viene studiato in ambito medico-scientifico e reumatologico.

Dopo il 1936 ricercatori del calibro del tedesco Foldi, degli australiani Casley-Smith e dei belgi Kuhnke e Asdonk, attraverso numerosi studi, a definire indicazioni e controindicazioni per l’uso sui pazienti del massaggio linfodrenante mettendo a punto, attraverso l’utilizzo del metodo scientifico, le varie tecniche sotto tutti i punti di vista. Questi scienziati e studiosi lavorarono a lungo sul campo per cercare di ottenere grandi risultati e perfezionare le informazioni raccolte dai loro predecessori.

Il metodo Vodder: cosa prevede?

Il metodo Vodder per il linfodrenaggio prevede un massaggio effettuato seguendo traiettorie circolari e spirali caratterizzate da una fase di pressione e da una fase di rilasciamento. La prima fase varia a seconda del tipo di edema e della zona interessata dallo stesso.

Le manovre, secondo il metodo Vodder, sono sostanzialmente 4:

1. Cerchi fermi

Con le dita e parte della mano il fisioterapista cerca di spostare la pelle in direzione della circolazione linfatica

2. Tocco a pompa

La mano dello specialista viene posata sulla pelle del paziente, nella zona da trattare, col palmo rivolto verso il basso. L’arco pollice-indice risulta aperto e il movimento per il massaggio viene guidato dal polso.

3. presa che attinge

Il palmo della mano del fisioterapista è rivolto verso l’alto. Le dita sono posate sulla cute e il movimento parte dalla rotazione del polso e di tutta la mano.

4. Manovra rotativa

Pollice e indice dello specialista in linfodrenaggio sono posati sulla cute e le altre dita sono aperte in direzione del drenaggio. Dopo una prima rotazione del polso, tutta la mano si posa sulla pelle effettuando la pressione.

A cosa serve il linfodrenaggio?

A cosa serve il linfodrenaggio? Questa terapia medica aiuta in primis a far fronte a numerosi problemi e patologie andando ad agire sui vari sintomi presentati dai pazienti.

Viene utilizzato pertanto soprattutto per:

  • ridurre il dolore;
  • agevolare il riassorbimento di edemi e linfedemi;
  • aiutare la cicatrizzazione di piaghe e ulcere;
  • regolare il sistema neurovegetativo;
  • migliorare l’ossigenazione delle varie cellule;
  • combattere la ritenzione idrica;
  • diminuire il gonfiore;
  • far defluire i liquidi in eccesso.

Quali sono le patologie o i traumi per cui viene chiamato in causa? Tra di essi vi sono:

  • edemi insorti a causa di traumi o interventi chirurgici;
  • distorsioni;
  • linfedema;
  • edemi dovuti a rimozione di linfonodi post chirurgia oncologica come le mastectomie e le isterectomie;
  • cattiva circolazione artero/venosa;
  • alcuni sintomi del diabete;
  • patologie del sistema linfatico;
  • lipedemi;
  • gonfiore alle gambe causato dalla gravidanza.

Preparazione pre-massaggio: cosa occorre fare?

Se si vuole curare una delle patologie sopra indicate, prima di rivolgersi ad uno specialista per una seduta di linfodrenaggio cosa occorre fare? I medici consigliano di eseguire esami diagnostici affinché lo specialista possa capire le cause dell’edema. Occorre una diagnosi attenta e precisa da un medico competente come un oncologo, un angiologo o un chirurgo vascolare che possa prescrivere il ciclo di linfodrenaggio più indicato.

Cosa succede durante una seduta: come si svolge il trattamento

Cosa accade durante la prima seduta presso il proprio fisioterapista di fiducia? Per prima cosa vengono analizzate le caratteristiche dell’edema per stabilire accuratamente la localizzazione precisa e la reale entità. Questo permette di ideare la terapia più appropriata, stabilire i tempi di cura e il numero di sedute che occorreranno per la guarigione oltre che le manovre più appropriate da utilizzare.

Il terapista può suggerire al proprio paziente – qualora lo ritenga necessario – l’utilizzo di eventuali strumenti ad hoc per il bendaggio, la pressoterapia o consigliare l’utilizzo di calze speciali e tutori appositi con lo scopo di migliorare i risultati del massaggio effettuato.

I benefici del linfodrenaggio: ecco tutti i vantaggi

Seduta dopo seduta i benefici iniziano ad essere sempre più evidenti e visibili a occhio nudo. Chiunque segua una terapia di linfodrenaggio può riscontrare:

  • una notevole riduzione del gonfiore;
  • la diminuzione dell’edema;
  • miglioramenti importanti nel benessere psico-fisico.

Oltre a questi vi sono altri benefici, meno tangibili a occhio nudo, ma altrettanto importanti, come: il miglioramento dell’immunità locale, la purificazione dalle scorie accumulate nei tessuti e la maggior ossigenazione dei tessuti per favorire la riparazione.

Le controindicazioni: a chi è sconsigliato il massaggio linfodrenante

Tutti possono effettuare un massaggio linfodrenante ad eccezione di:

  • pazienti con infiammazioni gravi;
  • pazienti con irritazioni;
  • pazienti con alterazioni pressorie;
  • pazienti con trombosi e/o flebiti.

Solitamente è il medico, durante la visita specialistica, prima di iniziare il possibile trattamento, a controllare lo stato di salute del paziente e a indirizzarlo al meglio verso le terapie più appropriate.

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