strappo muscolare

Lo strappo muscolare: cos’è, sintomi e cura

Riconoscere lo strappo muscolare: cos’è e sintomi

Gli strappi muscolari interessano i muscoli scheletrici che permettono il movimento e preservano la postura del corpo. Questo tipo di muscoli, dalle diverse forme e dimensioni, sono composti da fibre che quando si rompono causano lo strappo muscolare.

Quando normalmente il muscolo si contrae, ci si riferisce alla capacità del muscolo di accorciarsi che, così come il rilassamento e l’allungamento, viene coordinata dal sistema nervoso. Il muscolo si contrae rispondendo con una velocità eccezionale agli impulsi nervosi, ma quando si sforza in allungamento compiendo un azione determinata dall’impulso nervoso che non è in grado di compiere, avviene lo strappo muscolare.

I sintomi degli strappi muscolari includono:

  • Dolore acuto e improvviso che aumenta in stato contratto
  • Perdita di forza e libertà di movimento
  • Impotenza funzionale
  • Gonfiore, lividi o arrossamento
  • Dolore a riposo
  • Quanti e quali i livelli di gravità

La gravità di uno strappo muscolare può essere di tre gradi.

Nel caso di uno strappo muscolare di primo grado, le fibre danneggiate sono poche. Il paziente riesce a proseguire l’attività fisica, tuttavia è meglio fermarsi e mettersi a riposo piuttosto che sopportare il dolore e proseguire. Lo strappo di primo grado guarisce da solo in due o tre settimane.

Lo strappo muscolare di secondo grado presenta un numero di fibre lesionate maggiore. Il dolore è acuto e potrebbe essere accompagna dall’insorgenza di un ematoma spesso visibile ad occhio nudo. Diventa impossibile continuare l’attività per chi sperimenta questo tipo di strappo muscolare.

Quando avviene uno strappo muscolare di terzo grado, la condizione è subtotale. Almeno tre quarti delle fibre, o la totalità, sono lesionate. Il dolore è acuto, l’ematoma evidente e viene compromessa la funzionalità del muscolo. In questo caso bisogna rivolgersi ad uno specialista per limitare i danni..

I punti in cui avviene più frequentemente e cosa fare nell’immediato

Appena viene avvertito il dolore da strappo muscolare, a prescindere dall’entità del danno, è bene fermarsi e mettere a riposo il muscolo. Ci sono delle norme consigliate come prima reazione ad uno strappo muscolare:

  • Evitare di caricare il peso l’arto interessato
  • Mettere il muscolo interessato dalla lesione a riposo
  • Applicare del ghiaccio o un impacco freddo sulla zona per ridurre il flusso di sangue ai vasi lesionati
  • Evitare azioni calde, anche tramite massaggi o pomate
  • Rivolgersi ad uno specialista e sottoporsi ad esami e controlli

Strappo muscolare: cause e prevenzione

Il trauma che causa una lesione muscolare può essere indiretto, quando è causato da un movimento scorretto di una parte del corpo, oppure diretto, nel caso di un colpo subito dal tessuto muscolare in questione.

I traumi indiretti si possono verificare nel momento di contrazione muscolare, durante l’esecuzione di sport senza contatto o attività fisiche intense. In questo caso la lesione si può localizzare in corrispondenza dell’unione miotendinea oppure all’estremità del ventre muscolare. I traumi diretti sono frequenti in sport di contatto e la lesione è localizzata proprio nel punto dell’impatto. Chiaramente più forte è la percussione subita dal muscolo, maggiore sarà la gravità della lesione.

Lo strappo muscolare può anche essere causato da uno stress meccanico provocato da un movimento sbagliato. Ciò avviene spesso con i muscoli biarticolari, ad esempio quelli posteriori della coscia.

Per prevenire gli strappi muscolari si può far attenzione a:

  • Fare riscaldamento prima di attività fisiche
  • Essere in forza per sopportare lo sforzo
  • Valutare la zona dove si intende eventualmente praticare esercizio fisico
  • Fare esercizi di allungamento e stretching per l’elasticità e la flessibilità muscolare sia in fase preparatoria che defaticante

Riabilitazione e cura per lo strappo muscolare

Il programma di riabilitazione per lo strappo muscolare si delinea in base alla guarigione del tessuto muscolare.

Dopo l’iniziale fase acuta, il fisioterapista comincia con un rinforzo progressivo indolore in base all’attività o allo sport eseguito dal soggetto. Una priorità durante la riabilitazione è sempre quella di proteggere il tessuto leso.
In parallelo si comincia il mantenimento cardiovascolare e vengono scelti esercizi del Core per aumentare la stabilità. Allenando i muscoli profondi della schiena e dell’addome, il paziente riuscirà a migliorare i movimenti degli arti ed evitare recidive.

Si prosegue poi con esercizi di rinforzo specifici e il miglioramento della flessibilità muscolare fino a riprodurre il movimento che ha causato la lesione. Alla fine del percorso viene consigliato un programma di mantenimento per evitare nuovi infortuni.

In che modo la tecar può curare uno strappo

La tecarterapia sta prendendo sempre più piede tra le tecniche fisioterapiche. Secondo gli studi pare che riesca addirittura a dimezzare i tempi di recupero. Questo avviene perché si basa sul trasferimento di cariche elettriche endogene direttamente verso gli strati muscolari più profondi.

La Tecar può essere usata in modalità capacitiva e la modalità resistiva. La capacitiva è ottima proprio per il trattamento di tessuti molli con una bassa resistenza alla corrente. E’ il caso infatti dei muscoli, ma anche della cute, del tessuto connettivale, dei vasi sanguigni e linfatici. La modalità resistiva invece è più adatta al trattamento di tessuti con alta resistenza alla corrente. Si tratta in questo caso di ossa, articolazioni, tendini, legamenti, cartilagini ecc.

Il procedimento della Tecarterapia è altamente indolore, grazie alla produzione di calore (che è una forma di energia d’altronde) sulla zona trattata. Il corpo del paziente finisce per collaborare in modo attivo in questo modo e ciò velocizza la guarigione.

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