Preparazione Tecarterapia nello sport

Tecarterapia nello sport: quando viene usata e quali sono i benefici?

Quando e perché viene usata la tecarterapia nello sport? Grazie a strumenti sempre all’avanguardia e a importanti passi in avanti in ambito di fisioterapia dello sport, la tecarterapia è divenuta il trattamento più utilizzato con l’obiettivo di ridurre i tempi di recupero degli sportivi dopo un infortunio o una patologia.

Oltre a riuscire a far diminuire il dolore avvertito da un pallavolista o da un nuotatore, piuttosto che da una ballerina o da un giocatore di basket, questa particolare terapia basata sull’utilizzo del calore per stimolare la guarigione, è utile anche a prevenire l’incidenza di traumi e altre problematiche presentate dalla maggior parte degli sportivi.

Tutte esigenze molto sentite nell’ambito della medicina dello sport dove si cerca di far fronte in tutti i modi alle necessità degli atleti che sono sottoposti costantemente a sovraccarichi biomeccanici e articolari.

Come funziona la tecarterapia?

La tecarterapia, ovvero lo strumento di trasferimento energetico capacitivo resistivo, è una delle tecniche non invasive utilizzate dalla fisioterapia in generale e soprattutto da quella sportiva. Essa si basa sulla stimolazione di energia biocompatibile ai tessuti danneggiati. Solo così il particolare macchinario può attivare le cariche ioniche presenti nei tessuti del corpo umano e andare ad innalzare il potenziale energetico interno alle cellule.

Si parla di calore endogeno perché tra tutti i trattamenti elettromedicali, la tecarterapia stimola direttamente la produzione di calore all’interno del tessuto e non la trasferisce dall’esterno all’interno.

Lo strumento per la tecarterapia è formato da 4 elementi: due armature, il generatore elettrico e il materiale isolante. Le due armature coincidono con la piastra mobile con cui il fisioterapista massaggia l’area l’area interessata e con la piastra fissa che lo specialista applica sulla parte di cute opposta a quella da trattare. Il materiale isolante non è altro che il corpo dello sportivo o meglio la zona da trattare nello specifico. Il generatore è infine la macchina stessa per la tecar.

Due sono le modalità con cui il macchinario può lavorare: capacitiva e resistiva.

Capacitiva

La prima – capacitiva – viene utilizzata per le problematiche a livello dei tessuti molli ovvero per disturbi o traumi ai muscoli, alla cute, al tessuto connettivale, ai vasi sanguigni e a quelli linfatici.

Resistiva

La seconda per traumi alle ossa, alle articolazioni, ai tendini, ai legamenti e alle cartilagini.

Ogni seduta di tecarterapia in ambito sportivo ha una durata media di 30 minuti circa. Un ciclo completo di cura può comprendere dalle 6 alle 10 sedute. Il trattamento preventivo varia invece da atleta ad atleta e deve essere stabilito dallo specialista.

Quali patologie e quali traumi si trattano con la tecarterapia nello sport?

L’utilizzo della tecarterapia nello sport ha l’obiettivo di prevenire e curare determinate patologie e traumi dovuti ad un eccessivo carico durante l’allenamento o a infortuni durante lo svolgimento del gesto atletico.

Gli sportivi sono soliti accusare problemi muscolari, tendinei, ossei. A soffrire maggiormente sono, oltre ai muscoli, la colonna vertebrale, gli arti inferiori o superiori, la schiena, le ginocchia e le caviglie.

La tecarterapia nello sport diventa pertanto utile per:

  • contratture;
  • stiramenti;
  • strappi;
  • contusioni;
  • edemi;
  • ematomi;
  • lombalgie;
  • dorsalgie;
  • ernie;
  • tendiniti;
  • lussazioni;
  • fratture;
  • patologie del gomito, della mano, del ginocchio e del piede;
  • tunnel carpale;
  • artrosi;
  • patologie dell’anca;
  • fasciti
  • alluce valgo.

In tutti questi casi, grazie alla tecarterapia, i miglioramenti sono garantiti nel minor tempo possibile. Ogni trattamento ha un effetto analgesico, attraverso l’azione svolta sulle terminazioni nervose e drenante. Essa aiuta a incrementare il metabolismo endocellulare, stimolare il turnover biologico e aumentare l’ossigenazione oltre che velocizzare l’espulsione delle tossine.

Tecarterapia nello sport: l’importanza della prevenzione

Curare e prevenire, ormai è chiaro, sono i due obiettivi principali della tecarterapia nello sport. Con gli atleti la prevenzione è tanto importante quanto il trattamento dei traumi. Ecco perché si possono delineare quattro scopi principali per l’uso quotidiano del macchinario.

Tra di essi vi sono:

  1. preparazione;
  2. potenziamento;
  3. decontrazione;
  4. defaticamento.

Sia nella fase di preparazione che in quella di potenziamento del corpo dell’atleta il focus del fisioterapista sportivo riguarda la corretta stimolazione di tutti i tessuti. Nel compiere il gesto atletico specifico della sua disciplina, infatti, un atleta rischia di utilizzare il proprio corpo in maniera errata andando a creare degli sbilanciamenti.

Chi, ad esempio, è abituato a schiacciare la palla sul campo avversario, durante una partita di pallavolo, usa maggiormente il braccio più forte. Durante il gesto atletico della schiacciata vengono utilizzati determinati muscoli, nervi e ossa vengono sollecitati maggiormente rispetto ad altri.

L’equilibrio che vi era all’interno del corpo subisce così mutamenti importanti. Ciò può creare problemi anche importanti. È importante pertanto che il fisioterapista si occupi dei muscoli e dei nervi situati attorno a quelli maggiormente utilizzati nel gesto atletico e vada a cercare di rinforzarli per diminuire il dislivello che si è venuto a creare.

Potenziare i vari tessuti può servire, oltretutto, dopo un trauma per tornare in perfetta forma fisica. Oltre a questo la tecarterapia per gli sportivi può servire a migliorare le proprie prestazioni atletiche spingendo l’organismo a lavorare a pieno ritmo in maniera costante.

Nella fase di decontrazione e defaticamento post allenamento, invece, la tecarterapia viene usata dal fisioterapista sportivo per un recupero più rapido del corpo dell’atleta. Dopo un allenamento pesante, infatti, muscoli e tessuti hanno bisogno di riposare per rigenerarsi. Grazie a questa tecnica non invasiva si possono ridurre i tempi e tornare quanto prima in pista.

Dopo ogni gara, inoltre, occorre coadiuvare il recupero del fisico di ciascun atleta oltre che con le terapie manuali anche con l’utilizzo della tecarterapia. Solo così si può ottimizzare il corpo alla prestazione fatta facendolo tornare il più in fretta possibile all’equilibrio pre-gara.

Va sottolineato come gli atleti professionisti utilizzino soprattutto dopo ogni match o dopo ogni gara la tecarterapia. Questa specifica terapia nel mondo dello sport è tanto importante e apporta numerosi benefici da essere inserita all’interno della loro preparazione atletica quotidiana.

Tecarterapia nello sport: tutti i vantaggi degli utilizzi sugli atleti

Tutti gli atleti delle diverse discipline sportive non possono far più a meno dei numerosi vantaggi offerti dall’utilizzo della tecarterapia. Il motivo?

In primis per la sua efficacia nel trattamento di patologie semplici e complesse, in seconda battuta per la possibilità di ottenere importanti risultati nel minor tempo possibile. Oltre a questo gli effetti desiderati e ricercati dopo ogni seduta durano a lungo. Ciliegina sulla torta? Il fatto che la tecarterapia non sia invasiva o dolorosa. Ogni trattamento avviene in totale relax e l’atleta può rilassarsi e riposarsi sul lettino del proprio fisioterapista sportivo di fiducia.

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