patologie del ginocchio

Riabilitazione ginocchio: patologie e trattamenti

Tra le numerose articolazioni presenti nel corpo umano, il ginocchio è sicuramente la più complessa, oltre che la più predisposta a patologie di una certa rilevanza a causa sia di alterazioni degenerative, sia di fattori traumatici.

Qualunque sia il livello di gravità del disturbo e, quindi, a prescindere dal trattamento messo in atto, una parte molto importante del recupero è affidata alla riabilitazione, che deve essere ideata e progettata a misura del paziente.

Principali patologie del ginocchio

Sono davvero numerose le patologie che possono interessare il ginocchio, come come i sintomi e le tipologie di dolore, ma le più frequenti possono essere raggruppate e distinte in due macro categorie.

Patologie degenerative

Le patologie degenerative del ginocchio si sviluppano in assenza di un trauma specifico e a causa di determinate disfunzioni di movimento perdurate nel tempo e mai curate o corrette, oppure a seguito di sovraccarico funzionale. Di conseguenza, si tratta di patologie che non si manifestano in modo acuto e improvviso, ma lentamente e progressivamente.

Le principali patologie degenerative sono:

  • meniscopatia: una degenerazione dei menischi, che si manifesta con un dolore nella parte interessata, precisamente al margine anteriore mediale interno del ginocchio. I sintomi si accentuano in caso di rotazione e flessione, quindi il paziente può riscontrare difficoltà, ad esempio, nel salire nel scale;
  • gonartrosi: consiste nell’artrosi al ginocchio. Nel momento in cui il tessuto cartilagineo diminuisce, le ossa entrano in contatto diretto tra loro e il corpo, allo sfregamento, reagisce producendo piccole porzioni di tessuto in eccesso chiamate “osteofiti”. Questi, a lungo andare, bloccano meccanicamente il movimento articolare, tanto da condurre allo sostituzione del tessuto osseo degenerato con una protesi;
  • Hoffite o sindrome di Hoffa: si tratta dell’infiammazione del corpo di Hoffa, cioè un cuscinetto di tessuto adiposo che si trova sotto la rotula per migliorarne lo scorrimento durante la flessione e l’estensione del ginocchio. L’Hoffite, quindi, insorge quando il corpo di Hoffa viene pressato tra rotula e condili femorali a seguito di microtraumi;
  • tendinite del tendine rotuleo: è un’infiammazione del tendine che si manifesta con dolore localizzato nella parte inferiore della rotula, che tende ad aumentare a causa di uno sforzo;
  • infiammazione della zampa d’oca: la cosiddetta zampa d’oca è formata dai tendini gracile, semitendinoso e sartorio, posizionati nel margine antero-mediale della tibia e la cui infiammazione deriva principalmente da sovraccarichi in flessione e in rotazione;
  • cisti di Baker: un sacchetto di liquido che si forma dietro al ginocchio, chiamato anche “cisti poplitea”, che può asintomatica o comportare rigidità articolare, dolore e gonfiore.

Patologie traumatiche

Le patologie traumatiche del ginocchio, come suggerisce la stessa dicitura, sono causate da un trauma specifico subìto dall’articolazione. Le principali sono:

  • lesione dei legamenti crociati: possono essere interessati sia quello anteriore, che quello posteriore ma quello maggiormente predisposto è il primo. La lesione avviene di solito per via di una rotazione eccessiva e improvvisa verso l’esterno mantenendo il piede a terra;
  • lesione del menisco: avviene quando in fase di torsione con il piede fisso al suolo;
  • lesione del tendine rotuleo: scaturisce da una forte contrazione del muscolo quadricipite contro una struttura fissa, oppure quando il ginocchio viene caricato in modo brusco ed eccessivo;
  • lesione dei legamenti collaterali: si manifesta a seguito di traumi in varismo o in valgismo, spesso in contemporanea alle lesioni del menisco o dei legamenti crociati.

Migliori tecniche di riabilitazione del ginocchio

Per riabilitare un ginocchio traumatizzato si può procedere in diversi modi; la scelta della tecnica dipende dalla patologia e dalle esigenze del paziente. Anche in questo caso, per fare maggior chiarezza, è possibile dividere e raggruppare le modalità riabilitative in 3 grandi gruppi:

Terapie manuali

Le terapie manuali vengono effettuate solo da mani esperte, quindi quelle di un fisioterapista specializzato che sa perfettamente che gesti compiere e in che modo. Le principali sono:

  • massaggio: è valido per tutte le articolazioni e serve per migliorare la mobilità dei tessuti, allentare le tensioni fasciali e creare uno stimolo antalgico;
  • mobilizzazioni in AP: il paziente si sdraia in posizione supina sul lettino piegando il ginocchio per formare un angolo retto ed esegue delle pressioni sulla tibia per aumentare la flessione del ginocchio. Consiste in una tecnica indolore che garantisce ottimi risultati in tempi molto brevi;
  • mobilizzazione passiva: è la tecnica maggiormente utilizzata in fase post operatoria. Inizialmente è il fisioterapista a far compiere il movimento all’articolazione, successivamente si passa a una mobilizzazione assistita e, nel momento in cui il paziente si sente pronto può tranquillamente iniziare con la mobilizzazione attiva;
  • allungamento muscolare passivo: un insieme di posizioni che favoriscono l’allungamento dei fasci articolari eseguite dal fisioterapista sul paziente;
  • mobilizzazioni della rotula: indicati per recuperare i deficit di estensione e in alcune patologie di natura femoro-rotulea.

Terapie fisiche

Le terapie fisiche prevedono il supporto di macchinari adeguati per la riabilitazione del ginocchio; non sono invasive, spesso non causano dolore e vengono sempre eseguite da fisioterapisti esperti. Le più utilizzate sono:

  • laser ad alta potenza: il più conosciuto è il laser HILT, in grado di stimolare in profondità grazie all’emissione di un fascio di luce dal diametro di 0,5 cm. Difatti, è impiegato anche nel trattamento di piccole aree localizzate;
  • tecarterapia: una tecnica che sfrutta le funzionalità della radiofrequenza per trattare non solo l’articolazione ma anche tutti i gruppi muscolari collegati;
  • interix: consiste in un neurostimolante capace di ridurre il dolore locale;
  • ipertermia: un dispositivo che sfrutta la radiofrequenza ad alta energia e si applica per trattare in profondità punti specifici;
  • ultrasuoni: utilizzano le onde sonore per trattare dolori e infiammazioni delle articolazioni di muscoli e tendini.

Esercizi attivi

Infine, è possibile eseguire una serie di esercizi attivi sia a corpo libero, sia contro una resistenza specifica. Ne esistono diverse tipologie:

  • esercizi di rinforzo: hanno l’obiettivo di migliorare la forza e aumentare la massa muscolare, indicati dopo un intervento di protesi all’anca o al ginocchio;
  • allungamenti miofasciali: ampiamente utilizzati in ambito sportivo per migliorare le performance e le caratteristiche del tessuto muscolare. Nella riabilitazione sono utili dopo un intervento di riparazione al crociato anteriore;
  • neurodinamica: aiutano la mobilità del sistema nervoso periferico dell’arto inferiore;
  • propriocettività ed equilibrio: si tratta di esercizi eseguiti a corpo libero o con appositi strumenti per migliorare le funzionalità del ginocchio e, in generale, di tutto l’arto inferiore.
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